Memoria Storica

Archivio Storico
Gli anni '60
hanno segnato una svolta nella vita sociale, culturale ed economica del
nostro Paese.
Bitonto,
che appariva in quegli anni una città stanca e avvilita, trova nei
cittadini l'energia per una ripresa
rapida e vivace e nell'Amministrazione comunale l'anima per realizzare una comunità moderna e democratica.
La cittadinanza, animata pertanto da questo spirito di rinnovamento, diventava una fucina di vita grazie alle
coraggiose iniziative private e alle varie opere pubbliche.
Due erano le direttrici che orientavano l'operato agli inizi degli anni ' 60: la crescita umana e l'inserimento
dei giovani in un mondo industriale senza mai soffocare la vocazione agricola del Paese.In questo clima di ferma
volontà di crescita si inseriva la richiesta di istituzione in Bitonto
di una sede staccata dell'Istituto Tecnico Industriale "Guglielmo Marconi" di Bari per il
conseguimento del Diploma di Perito Capotecnico, specializzazione
Meccanica.
L'Amministrazione Comunale si adoperava affinché Bitonto non fosse
tagliata fuori dallo
slancio tecnico e scientifico del nostro tempo e pertanto "preparava le nuove leve necessarie all'effettiva
industrializzazione del Mezzogiorno e mirava alla realizzazione del
comprensorio industriale Giovinazzo-Bitonto".
Tra le iniziative concrete dell'Amministrazione si riscontra "l'acquisto
mediante asta
giudiziaria dello stabileex Calò destinato al nuovo Istituto Industriale. Il prezzo di acquisto
è stato di lire 16.050.000 - una superficie di circa mq 4.000 e per un complesso edilizio che
ci consente di utilizzare 30 locali fra aule comuni, laboratori di notevoli dimensioni e aule speciali di vario genere.
Per la sistemazione del complesso l'Amministrazione Comunale ha dovuto
spendere finora 23 milioni. E' stata
anche acquistata una moderna suppellettile, nonché due torni del valore di
lire 2.000.000".
Nell'ottobre del
1962 iniziava a funzionare in
Bitonto la sede staccata dell' I.T.I.S. "Marconi" di Bari, ubicata
in alcuni locali della scuola elementare "N.Fornelli", sotto la presidenza dell'ing. Giuseppe Agnelli coadiuvato
da validi fiduciari.
La classe pioniera era formata da 25 alunni di provenienza sia bitontina
che di
paesi
limitrofi.
Il nuovo plesso di
via Giovinazzo
apriva i battenti a giovani desiderosi di
apprendere e di inserirsi nel
tessuto economico con il loro bagaglio di conoscenze tecniche.
Il nuovo Istituto, desideroso di crescere nel numero e nella cultura
iniziava la sua vita autonomamente dato che il cordone ombelicale che l'aveva tenuto
strettamente unito al "Marconi",
un istituto che vantava in quei tempi un indiscusso prestigio, era
venuto meno.
La buona volontà e il serio impegno animavano tutti gli operatori
scolastici, guidati dai Capi di Istituto, che via
via si avvicendavano.
La scuola "nuova" aveva bisogno di tutto e tutti si adoperavano affinché
la neonata struttura continuasse nel suo
cammino.
In una delibera del 14 aprile 1970 si legge che l'I.T.I.S. di Bitonto, dopo tre anni di autonomia, aveva raggiunto
una popolazione scolastica di 460 unità, con 15 classi.
Bacino d'Utenza
Gli alunni dell'I.T.T. a forte incidenza di pendolarismo, provengono:
- dalle frazioni di: Mariotto e Palombaio.
- da paesi limitrofi: Palo del Colle, Bitetto, Grumo Appula, Toritto, Sannicandro di Bari, Binetto, Modugno,
- Giovinazzo, Molfetta, Palese, Santo Spirito, Terlizzi, Ruvo di Puglia.
I Servizi automobilistici e ferroviari si possono visualizzare cliccando sui nomi dei paesi.
