Progetto: "Scuola polo per la Legalità"
Il prof. Pino ARLACCHI, professore ordinario di Sociologia generale presso l'Università di Sassari, intervenuto nell'assemblea degli alunni del 27 febbraio 2008, la cui tematica "Protagonisti nella legalità....." verteva sul fenomeno mafioso, ha fatto da apripista per le attività che l'istituto intende percorrere su questa strada.
Oggi l'I.T.I.S. "A. Volta", infatti, è l'istituto di Bitonto facente parte di una rete regionale comprendente tredici scuole di ogni ordine e grado (una delle quattro della provincia di Bari), impegnate a realizzare azioni di prevenzione e di contrasto ai fenomeni dell’illegalità.
Il nostro Istituto, chiamato ad avviare una rete di contatti con le Istituzioni Scolastiche del territorio, si propone come centro di promozione culturale e sociale per diffondere la cultura della legalità, per consentire agli studenti di riscoprire il valore della interculturale che orienti il processo educativo nel segno dell' autoformazione, della conoscenza, della tolleranza e dell'interazione fra le diverse culture.
Il nostro nuovo logo rispecchia la volontà di spezzare le maglie di tutti i soggetti dell'illegalità, delle svariate mafie e mira a promuovere la crescita sociale e culturale, a creare strumenti efficaci di difesa e una forte presa di coscienza nei confronti del problema della legalità, intesa come lotta al disagio, all'emarginazione, alle mafie, alla corruzione, ecc, in quanto fenomeni, presenti nella società e nella scuola, da combattere ed eliminare.
Il nostro Istituto, a tale scopo, ha anche ospitato il 13 ottobre 2008 un convegno che ha visto come testimone il padre di Michele Fazio, l'innocente ragazzo ucciso nel centro storico di Bari: è stata l'occasione per un dibattito sulle tematiche relative alle vittime di mafia con il coinvolgimento e l'interesse dei ragazzi, i quali hanno compreso l'importanza dell'opposizione alla mafia in tutti i modi ed in ogni luogo.
Con questo progetto desideriamo ospitare pensieri e contributi di quanti hanno a cuore tale fenomeno. Nella nostra società è diffusissimo il senso di rivolta da parte non solo delle vittime, dei parenti degli stessi, ma dalla popolazione civile tutta che ha deciso di ribellarsi a questo stato di cose.
Chi desidera portare contributi di ogni tipo, in forma testuale e/o multimediale (video, foto etc.) può inviare via mail la propria testimonianza.
